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Il Liberty a Torino

(fare clic sulle carte per averne un ingrandimento e una breve spiegazione) In questa sede esamineremo lo sviluppo del Liberty in rapporto alla sua presenza sul territorio urbano. Come nei casi di altre città la fortuna del Liberty a Torino si deve alla felice coincidenza della effimmera sua stagione con l'occorrenza di ampi programmi di rinnovamneto ed espansione cittadina.

In seguito al vasto dibattito che accompagnò la legge sul risanamento di Napoli, nel gennaio 1885 venne approvato un programma molto esteso di espansione, allargamenti, risanamento e veri e propri interventi e tagli nel centro storico e nelle zone limitrofe.


[Piano degli interventi nel centro storico, 1885]


[Carta di Torino nel 1853 con la cinta daziaria]

Il programma è in linea col processo, tipico dell'epoca, di espansione e appropriazione dell'area centrale da parte della borghesia imprenditoriale. Negli anni successivi la città si espanse enormemente oltre i confini della vecchia cinta daziaria del 1853, e l'espansione venne solo in parte regolamentata dal piano regolatore del 1906, ratificato nel 1908 come Piano Unico Regolatore e d'Ampliamento e dalla sua revisione del 1913.

È logico allora che le zone in cui sorse il maggior numero di edifici liberty furono quelle ancora vergini ai confini della città vecchia, la zona tra corso Francia e via Cibrario, la zona della Crocetta, la zona della pre collina vicino al Po, bonificata dagli insediamenti produttivi per diventare prestigiosa zona di abitazione. Gli interventi in centro, non potendo disporre di ampi spazi di terreno edificabile, sono molto limitati, e i più numerosi sono relativi agli esercizi commerciali (facciate e arredamenti di negozi).


[Carta del piano regolatore, 1886]


[Torino nel 1911]

Osservando la situazione dopo la stagione del Liberty si trova la conferma che, come è logico, che la maggior parte degli edifici in stile sono effettivamente situati lungo gli assi direttori e le zone di espansione previsti dal piano regolatore del 1886. Inoltre proprio lo sviluppo vertiginoso di Torino, che dal 1901 al 1915 era passata da 325000 a 510000 abitanti, presto impose la costituzione di una nuova e più ampia cinta daziaria (1912), il cui perimetro coincide con l'attuale perimetro del comune di Torino.

Il lavoro sul Liberty è stato realizzato da Walter GambaGiuseppe Mauro
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